Politica & Società

La chiamano libertà di dire…

Pubblicato in Libero Pensiero, Politica, Società da altreidee il Agosto 8, 2008
Epassato del tempo, riflettori spenti sulle polemiche, Piazza Navona è andata. Al di là del momento, resta una considerazione importante da fare sul modo in cui taluni ritengono di poter stabilire cosa si possa dire o fare, non considerando che lo stesso concetto si può applicare anche al loro esprimersi e che, come è stato, quando ciò accade si ha modo di assistere alla loro stizzita reazione. Così è stato per Sabina Guzzanti, per Beppe Grillo.. e altri. Il loro dire cosa può dire o fare la Chiesa in Italia, o il Presidente Giorgio Napolitano o il Ministro per le Pari opportunità, contrasta con il loro stesso apparente richiamarsi alla libertà e ai suoi valori. Polemiche a parte, non si capisce perché un ministro debba dare conto della sua vita privata e non di quel che è in grado di realizzare operando nell’ambito dell’incarico di governo che gli è stato affidato, a prescindere dal perché gli sia stato affidato, con illazioni tanto assurde quanto da dimostrare e che, comunque, non avrebbero nessun peso o valore, non per il benessere del Paese e il suo sviluppo. Non si capisce perché la CEI o il Papa non possano esprimere il loro punto di vista senza essere accusati di ingerenza, quando invece a chi, anche in modo pesantemente e volutamente scurrile e volgare, ritiene di poterlo fare, sembra che non sia consentito rivolgere critiche, se non essendo tacciati di appartenere al gruppo di coloro che non amano la libera diffusione delle idee e del pensiero.

La lettera alla Guzzanti…
Viviamo in un’epoca in cui ci sono tanti modi per far valere le nostre ragioni. Con intelligenza. L’arroganza, la supponenza, l’insulto, sono ancora al tempo d’oggi prerogativa di chi ha coscienza della sua pochezza d’argomenti e del suo poter esistere solo con la cassa di risonanza creata dalle idiozie che riesce a diffondere volutamente, mascherandole per provocazioni, a volte, come nel caso di Piazza Navona, per un presunto voler dire pane al pane e vino al vino. Basta andarsi a rileggere la sua lettera al Corriere, per sorridere di tanta presuntuosa e palese ignoranza, anzi di tanta spavalda e consapevole malafede. A volerlo fare, possiamo tutti esprimerci non nel modo che ci è proprio. Non è difficile, poi, dire le cose pane al pane e vino al vino. Chissà cosa mi risponderebbe, ma temo che userebbe uno dei tanti termini volgari di suo comune utilizzo. Bene, cara Sabina, anche una bella donna può avere un cervello e, soprattutto, un’anima. Può avere anche stile, nel non rispondere alle sue stucchevoli e retrograde false provocazioni. Il fatto che sia intelligente, non significa che non possa decidere se e con chi avere rapporti nella sua vita privata. Lei direbbe, anche orali. Ma non mi scandalizza. E’ nell’uso comune, in una coppia. Chissà, forse ne ha repulsione. Si chiama libertà. Nessuno se ne è mai occupato, a proposito di lei. Si chiama rispetto. Si chiama privacy. Si chiama farsi i fatti propri. Una persona, quale che sia, si valuta per cosa ha o non ha da dire. E’ forse diverso avere un padre senatore che spende qualche parola, pur dichiarandosi contrario, in favore delle tante fesserie che dice? Certo, lei si consola con la gente che plaude, come ha scritto… Ma non sempre al plauso segue il ricordo. Se è per questo la gente applaudiva anche i dittatori. Nel suo caso è diverso, lo so. La parola fa rima, ma il senso è tutt’altro: imbonitori..

 

2 Risposte

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  1. Neclord said, on Agosto 9, 2008 at 10:55 am

    “non si capisce perché un ministro debba dare conto della sua vita privata e non di quel che è in grado di realizzare operando nell’ambito dell’incarico di governo che gli è stato affidato, a prescindere dal perché gli sia stato affidato, con illazioni tanto assurde quanto da dimostrare e che, comunque, non avrebbero nessun peso o valore, non per il benessere del Paese e il suo sviluppo. ”

    Un ministro è un servitore della patria che percepisce un generoso compenso per dedicarsi in maniera impegnata e trasparente al bene del Paese. La vita privata di un ministro è un privilegio che deve considerarsi “temporaneamente” limitato fino a che questa persona svolge un incarico pubblico. Mi spiego meglio. Una persona che sceglie di occuparsi del proprio Paese, deve essere trasparente, non nascondere nefandezze della sua vita o reati che ha commesso. in tal senso, la privacy non c’entra. Il comportamento di un ministro ne determina inevitabilmente il destino politico in quanto RAPPRESENTA il Paese. I cittadini hanno il diritto di eleggere persone che rappresentino loro e i valori della Patria. Una persona che non vuole essere sotto i riflettori, rinuncia a quei 25 mila e al mese e si dedica ad altro, per esempio a trovarsi un lavoro. Il ministro Carfagna è stata intercettata nell’ambito di alcune inchieste mentre rivelava ad una collega la maniera ideale per praticare del sesso orale all’On. Silvio Berlusconi. Questo è un fatto che non può essere considerato “sfera personale”, in quanto le due funzioni operano PER il Paese e la nefandezza di cui sopra crea danno all’immagine dello stesso. Inoltre ogni cittadino è libero di esprimere il proprio parere, assumendosi la responsabilità di ciò che dice.

  2. altreidee said, on Agosto 9, 2008 at 1:20 pm

    Scrivevo proprio questo, che ogni cittadino “è libero di esprimere il proprio parere, assumendosi la responsabilità di ciò che dice”, senza che la Guzzanti o il Grillo debba dire cosa può o non dire, senza che la Guzzanti e il Grillo abbiano reazioni stizzite se si applica a loro il loro stesso metodo di critica. Ripeto: una persona che abbia un incarico di governo si giudica per il modo in cui lo svolge, non per la sua vita privata; a volte, nei luoghi di lavoro, capita di avere relazioni tra colleghi, ma non è necessariamente conseguente che ciò debba diminuire il rendimento del lavoratore. Così è per quel che penso: se la Carfagna opera bene o male non dipende da cosa racconta alle colleghe nel privato, né da cosa fa. E’ altro il metodo di valutazione. E, comunque, una mente libera e aperta, non retrograda, né bigotta e puritana, non giudica una “nefandezza” quello che avrebbe fatto la Signora Carfagna. Se lo ha fatto, poi. Dal suo stile nel non abboccare a queste ributtanti sentenze morali su di lei, mi sembra di no. Ma ognuno è libero di sparare a zero su chi vuole. Purché non si offenda se gli si dà dello stupido, quando lo merita, come nel caso della Guzzanti. E nel tuo.


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